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backstage, dietro le quinte, location, Venezia Impossibile si racconta

Villa Buzzaccarini Location di 19 scene del film Venezia Impossibile – Monselice

Si è conclusa una settimana di riprese nella suggestiva location Villa Buzzaccarini di Monselice che diventa la sede degli uffici della Dominante e la casa di Leonardo Rizzi (interpretato da Francesco Wolf), protagonista del film Venezia Impossibile_di Francesca Anzalone

“Serviva un luogo prestigioso in cui ambientare la sede degli uffici della Dominante – afferma William Carrer regista del lungometraggio made in Veneto zerobudget – e Villa Buzzaccarini sia per architettura che per logistica era la soluzione ottimale, senza dimenticare l’aspetto culturale che sta alla base del progetto stesso e che quindi è imprescindibile da un dettaglio storico che ha immediatamente catturato la nostra attenzione. Qui stiamo girando diciannove scene di circa centoventi totali del film, tra le quali alcune molto importanti nell’economia della trama”.

“Una settimana molto intensa ed impegnativa per l’organizzazione e la logistica – dice Giulio Pizzato direttore di produzione – abbiamo attrezzato una sala tecnica ed operativa, nella quale gestire tutta la parte di salvataggio dei materiali, una postazione per le fotografie, il guardaroba con i costumi di scena, la postazione trucco, organizzare i pasti per trenta persone, la permanenza dello staff per una settimana, i tempi di lavoro, la pianificazione e la revisione di ciscuna scena, la gestione di attori e comparse. E’ stata dura, ma siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti”.

Da una giornata sul set (storytelling) – Una dimora storica, suggestiva, sicuramente emozionale che diventa viva, in fermento un luogo carico di energia artistica. Già arrivando al parcheggio, il numero di auto e di materiali presenti nelle stesse dava immediatamente l’idea di un centro di produzione cinematografica. Una villa cinquecentesca restaurata dagli attuali proprietari, la famiglia Sattin che ha riportato alla luce un gioiello del patrimonio storico locale di Marendole (PD) diventa così il quartier generale della Dominante.

Immaginate di entrare nella storia attraverso questo suggestivo edificio, i suoi affreschi, le sue pietre, la storia collegata a Venezia e la sua casata divenuta patrizia dopo la sconfitta della Serenissima da parte di Napoleone. Poi, chiudete gli occhi e riapriteli sul set di Venezia Impossibile nel 1989 in una non storia dopo che Napoleone non ha vinto e dopo che all’interno di Villa Buzzaccarini è stato allestito il quartier generale della Quarantia.

La villa originariamente (attestata a livello documentale dal XVI secolo, la prima documentazione storica risale al 1567, in proprietà a Giustina Buzzaccarini) apparteneva ai Buzzaccarini, antica casata padovana. In epoche più recenti la Villa, probabilmente proprio per la sua particolare e privilegiata posizione, fu adibita a quartier generale italiano durante la prima guerra mondiale; alcuni dei calendari murali incisi nell’intonaco dai soldati sono ancora ben visibili dopo il restauro. Così come i preziosi affreschi che sono stati riportati alla luce dopo un accurato restauro da parte degli attuali proprietari su progetto dell’architetto Fabio Zecchin di Padova e svolti sotto la costante supervisione della Soprintendenza.

Si entra così nella storia attraverso le immagini. Il salone delle feste si presenta interamente affrescato e conduce il visitatore attraverso una carrellata di paesaggi euganei. La prima veduta è quella della stessa villa come compariva nel Cinquencento. Segue la rappresentazione del castello del Catajo, raffigurato prima dell’innalzamento. Per proseguire con lo scorcio di un borgo collinare. Si conclude con la rappresentazione di quello che potrebbe essere stato l’antico villaggio di Marendole con il ponte sul canale, quando era ancora a tre arcate. Sempre nel salone centrale si possono ammirare anche i monocromi di due membri della famiglia: Arcuano Buzzaccarini, condottiero insignito dal re d’Ungheria dell’onorificenza dell’Aquila Bianca, e il figlio Ludovico, giustiziato dai veneziani, tramite squartamento in piazza San Marco, per aver partecipato a una congiura in favore dei Carraresi. La famiglia Buzzaccarini fu infatti tra i più strenui difensori della città patavina durantedurante la guerra che la oppose alla Repubblica di Venezia tra il 1404 e il 1405.
Dopo quasi tre secoli da questi episodi, nel 1782 i Buzzacarini ottennero l’aggregazione al patriziato veneziano nella figura di Pataro marito di Elena Sagredo, poi senatore e podestà di Bergamo, a seguito della decisione del Maggior Consiglio di ascrivere al Libro d’Oro quaranta nuovi casati col fine di rimpinguare le casse dello Stato.
Dopo la caduta della Serenissima ad opera di Napoleone e, successivamente, all’istituzione del regno Lombardo-Veneto, il governo imperiale austriaco riconobbe la patente di nobiltà alle famiglie di Aleduso e a Francesco Buzzaccarini, figli del detto Pattaro (SR 13 maggio 1825).

Splendidi anche gli affreschi nelle sale laterali: la Sala dei Ninfei, la Sala del Camino, quella degli Stemmi (dove è probabile che gli affreschi siano addirittura cinquecenteschi, mentre per gli altri la collocazione potrebbe essere settecentesca). E infine la Sala degli Uccelli, dove con vivace realismo sono rappresentati un esotico pappagallo ed un cigno, la cui ala «sbuca» dalla decorazione proiettando un’ombra sul muro.

E’ questa la location di ben diciannove scene di Venezia Impossibile, tra intersezioni storiche e artistiche. Storia e contemporaneità. Un escursus emozionale tra passato e presente, tra storia e rivisitazione cinematografica.

Dopo Ultimo Ciak a Villa Buzzaccarini - Venezia Impossibile Dietro le quinte

Si ringraziano i proprietari di Villa Buzzaccarini per la squisita ospitalità e la preziosa collaborazione.

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